L’ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA Cos’è e come si legge

LA CASA IN MONTAGNA
27 Novembre 2017
Show all
L’ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA Cos’è e come si legge
L’Attestato di Prestazione Energetica è un documento obbligatorio da allegare in tutti i contratti di compravendita e locazione immobiliare, a norma del dl 192/2005 e successive leggi. Il legislatore ha voluto così sensibilizzare gli acquirenti, i costruttori ed i progettisti sull’importanza del consumo energetico negli edifici, che vengono oggi classificati su una scala da A4 (migliore prestazione) a G (peggior prestazione).
ATTENZIONE! Tramite questa informazione il venditore garantisce al compratore la reale prestazione energetica dell’edificio e riveste quindi una notevole importanza contrattuale.
Si capisce quindi che questo documento deve essere redatto con cura e diligenza, perché in caso di dati non corrispondenti al vero l’acquirente (o l’affittuario) può rivalersi sul venditore, richiedendo un risarcimento o in casi più gravi, anche l’annullamento del contratto.
Come lavoro minimo il soggetto certificatore deve preliminarmente acquisire la documentazione di base quale la visura e la planimetria catastale, il libretto impianto termico, gli estremi del proprietario, e se disponibili i progetti originali e la relazione sul risparmio energetico a norma della legge 10 e successive.
Il certificatore deve poi effettuare il sopralluogo sull’immobile, per rilevare:
1) – le caratteristiche strutturali, la tipologia e le dimensioni delle murature;
2) – gli infissi, la tipologia degli infissi e dei vetri e le dimensioni;
3) – la tipologia dei locali confinanti con l’involucro dell’appartamento
4) – gli impianti termici di riscaldamento e raffrescamento;
5) – l’esposizione dell’edificio;
6) – la presenza di sistemi di produzione di energie rinnovabili;
7) – la zona climatica, l’altitudine, e gli altri dati climatici
8) – la documentazione catastale, il libretto di manutenzione caldaia
I dati vanno poi elaborati con un software certificato dal C.T.I. Oltre a quanto sopra, dovrà dedicarsi con altrettanta attenzione e scrupolosità all’individuazione di quegli interventi migliorativi, individuando quantomeno un intervento sull’involucro ed uno sull’impianto, con il risultato di determinare una prestazione energetica raggiungibile. Tale studio dovrà tenere conto non solo degli indici di prestazione, ma anche del tempo di ritorno caratteristico di ogni singolo intervento e della totalità degli interventi consigliati.
Tutto questo per dire che il costo di tutta questa operazione svolta con la dovuta diligenza non può essere di 50 euro!!
Elementi salienti dell’APE
Per essere valido l’APE deve contenere i dati dell’appartamento, la classe energetica, il consumo dato in kwh/mq e le raccomandazioni per migliorare le prestazioni energetiche.

tabella delle classi energetiche
La classe energetica è attribuita all’immobile secondo alcuni parametri che dipendono dalla località, dalla sua forma, dai consumi e dalla qualità energetica; è contrassegnata da un indicatore alfabetico in cui la lettera G rappresenta la classe più bassa della scala, cioè con maggiori consumi energetici, mentre la lettera A rappresenta la classe più alta, cioè con minori consumi energetici.
ATTENZIONE! Con le nuove normative, la scala delle classi non rappresenta più un valore assoluto, ma è definita a partire dal valore di prestazione energetica globale non rinnovabile dell’edificio di riferimento, cioè un edificio ideale caratterizzato dalle stesse metrature, la stessa quantità di finestre, eccetera, calcolato ipotizzando che in esso siano installati elementi edilizi e impianti standard a norma di legge. Come vedete nella tabella sopra la classe è riferita non ad un valore predeterminato ma in rapporto al consumo dell’edificio di riferimento.
Elaborato l’Attestato di Prestazione Energetica il certificatore deve inviare copia del certificato alla Regione o Provincia autonoma competente per territorio.

Quanto dura un certificato di prestazione energetica?

L’Attestato dura 10 anni se non vengono eseguiti interventi che modificano le prestazioni energetiche dell’edificio e se controlli e revisioni degli impianti tecnologici vengono fatti regolarmente e periodicamente nei tempi e nelle modalità previste dalla normativa.
In caso contrario va aggiornato ricalcolando le nuove prestazioni energetiche.
Se invece l’immobile possiede l’attestato di certificazione energetica ACE, che veniva rilasciato prima dell’entrata in vigore del DL 63/2013, se è ancora valido, dura 10 anni come l’APE, non è necessario dotare l’edificio del nuovo attestato, a condizione che non abbia subito interventi che ne modifichino le sue caratteristiche.

Come leggere una certificazione energetica

Come detto, la certificazione energetica serve a valutare l’efficienza energetica degli edifici e degli impianti e fornisce le indicazioni sulla capacità termica dell’involucro edilizio costituito dalle murature perimetrali, dalle solette, dal tetto che separano gli ambienti riscaldati dall’esterno o da locali non riscaldati, e sul rendimento degli impianti di riscaldamento, acqua calda e di condizionamento ove presenti
Vediamo nel dettaglio le voci principali:
Codice identificativo: è un valore attribuito dal sistema informativo regionale dopo il completamento della procedura di trasmissione.
Validità: fissata in 10 anni se si rispettano le scadenze del controllo sugli impianti e se non si effettuano interventi che modificano le caratteristiche energetiche. Nel caso ci siano dei problemi con il libretto degli impianti o con i controlli sugli impianti termici, è necessario evidenziarli nelle note;
Destinazione d’uso: secondo il D.P.R. 412/93, gli edifici destinati ad abitazione appartengono alla categoria E1, che indica appunto gli edifici adibiti a residenza e assimilabili.
Dati identificativi: obbligatori per identificare l’immobile, vanno inserite le coordinate GIS relative a longitudine e latitudine e i dati catastali.
Zona climatica: dipende dal Comune in cui si trova l’edificio e indica in quale periodo e per quante ore è possibile accendere il riscaldamento negli edifici. L’Italia è suddivisa in 6 zone climatiche da A (la più favorevole) a F (la più rigida). Milano per capirci è in zona E.
Superficie utile: è la superficie netta calpestabile dei volumi interessati dalla climatizzazione dove l’altezza non sia minore di 1,50 m; è data dall’unione delle superfici riscaldate e raffrescate, cioè climatizzate dell’edificio e deve essere utilizzata per il calcolo di tutti gli indici di prestazione energetica.
Servizi energetici presenti: vengono indicati i servizi energetici considerati nel calcolo della prestazione energetica. Nel caso in cui l’immobile non sia riscaldato o non abbia l’impianto di produzione dell’acqua calda la procedura di compilazione richiede che l’impianto venga simulato; informazione questa che va riportata nella tabella impianti con la dicitura impianto simulato in quanto assente.
Prestazione energetica del fabbricato: indica la prestazione energetica invernale ed estiva dell’involucro, ovvero del fabbricato al netto del rendimento degli impianti presenti. É rappresentata con uno smile che identifica il livello di qualità: basso, medio, alto.
Prestazione energetica globale e del fabbricato: il suo valore determina la classe energetica del fabbricato.
Edificio a energia quasi zero: se spuntata questa voce indica che l’edificio rispetta tutti i requisiti minimi vigenti e possiede la quantità massima di fonti rinnovabili richieste dall’Allegato 3 del D.Lgs.28/2011;
Prestazione energetica degli impianti: indica le quantità di combustibili/vettori energetici consumate annualmente dall’edificio con un utilizzo standard (ad esempio, temperatura interna di 20° invernali e 26° estivi, riscaldamento funzionante nei periodi di legge, uso standard di acqua calda sanitaria, eccetera)
Riqualificazione energetica: sono indicati gli interventi raccomandati e una valutazione di massima del potenziale di miglioramento del fabbricato. Sono un elemento obbligatorio del certificato, pena la sua invalidità; le raccomandazioni devono essere descritte in maniera puntuale, gli interventi devono essere realizzabili sia tecnicamente sia dal punto di vista normativo rispettando il DM requisiti minimi. In assenza di impianto, va indicata una soluzione impiantistica per il riscaldamento e la produzione di acqua calda e inserite le raccomandazioni relative almeno all’involucro del fabbricato.
Energia esportata: viene indicata la quantità di energia esportata, anche se pari a 0, in termini di kWh/anno e di vettore energetico, che per normativa può essere soltanto energia elettrica.
Dati di dettaglio del fabbricato:
a) superficie disperdente S, misurata in mq, è la superficie che delimita il volume riscaldato/climatizzato V rispetto all’esterno, al terreno, ad ambienti a diversa temperatura o ambienti non dotati di impianto di climatizzazione;
b) volume climatizzato V, misurata in mc, è il volume lordo delle parti di edificio climatizzate come definito dalle superfici che lo delimitano;
c) rapporto di forma S/V: rapporto tra la superficie disperdente S e il volume climatizzato V. Dipende dalla forma e dall’ubicazione dell’immobile rispetto altri fabbricati, se ad esempio è in un condominio, quindi protetto dagli altri appartamenti, la superficie disperdente sarà minima e quindi il valore del s/v oscillerà tra 0,25–0,40. Se invece siamo nel caso di appartamento isolato, ad esempio una villetta, la superficie disperdente sarà maggiore e il rapporto s/v varierà tra 0,60–0,75. In generale più è basso il fattore di forma, minore è la dispersione energetica per unità di volume.
d) dati di dettaglio degli impianti: nella tabella sono riportati dati di dettaglio degli impianti suddividendoli per servizio energetico.
Informazioni sul miglioramento della prestazione energetica: In questa voce vanno inserite le indicazioni relative al miglioramento della prestazione energetica dell’edificio, quali la presenza di incentivi disponibili al momento del rilascio dell’attestato e l’opportunità di eseguire diagnosi energetiche.
Sopralluogo e dati di ingresso: è obbligatorio eseguire almeno un sopralluogo dell’edificio per raccogliere i dati di ingresso necessari e in questo campo va inserita la data del rilievo, ai sensi dell’articolo 4 del DM 26.06.2015.
Data di emissione: il tecnico è tenuto a datare e firmare l’APE in modo cartaceo o digitale, e a timbrarlo in originale.

Documenti obbligatori da allegare all’APE

Non dimenticare i documenti obbligatori, ovvero:
1) fotocopia di un documento di identità del soggetto certificatore nel caso di APE consegnato in forma cartacea;
2) libretto di centrale o di impianto ai sensi dell’art. 6 comma 3 del DM 26.06.2009;
3) fotografia dell’immobile;
4) tracciato informatico dei dati di input del calcolo della prestazione energetica dell’edificio

Documenti facoltativi per l’APE

Sono documenti facoltativi da esibire su richiesta in caso di controllo:
1) relazioni sui sopralluoghi effettuati;
2) planimetria di massima con indicazione del nord, delle zone termiche e possibilmente anche delle strutture;
3) file originale di calcolo del software utilizzato.

Ma quanto spendo per il riscaldamento?

E’ interessante anche la seguente tabella che vi sonsente di stimare, in abbinamento con i consumi calcolati dall’APE il costo annuo dei vettori energetici per il riscaldamento/raffrescamento:

Tabella dei costi dei vari combustibili/vettori energetici
Basta applicare i costi unitari ai consumi calcolati per ottenere una previsione di spesa. La tabella sopra riportata può essere un utile indicatore anche in fase decisionale di acquisto nuovo generatore di calore. Da tenere tuttavia in conto che i valori possono oscillare seguendo l’andamento dei prezzi del petrolio e del gas.
Arch. Marco Veronesi