LA CASA IN MONTAGNA

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La casa in montagna

Sono 54 anni che frequento le località della Val d’Aosta, e da 19 anni mi occupo di progettazione e realizzazione di appartamenti  e case di montagna.

La prima cosa che affascina nella montagna è l’elemento selvatico, rude, aspro dell’ambiente montano, in qualche modo più lontano dalla civiltà rispetto alla pianura e alle località marine o di campagna.

Posti inospitali, case costruite a mano con le pietre e il legno presente già sul posto, secondo una cultura secolare che si è conservata ruvida e severa, in tutto e per tutto funzionale.

Al piano seminterrato la stalla, al rialzato l’abitazione e nel sottotetto il fienile con ben poche concessioni ai lussi e alle raffinatezze tipiche delle case di città.

Costruzioni che si identificano quasi come elementi naturali del luogo, come fossero formazioni naturali

Ambiente ostile ma anche paesaggi di straordinaria bellezza, incontaminati e solitari proprio per la loro ostilità, che nel corso dei secoli li ha difesi dall’assalto della civiltà.

Oggi ovviamente strade, autostrade, automobili, impianti di riscaldamento, hanno reso l’ambiente montano assai più addomesticato a favore dei turisti provenienti dalle città ma che nel cuore mantengono tuttavia il desiderio di un contatto diretto con la natura incontaminata e non manipolata dall’uomo, difficilmente attingibile in altri ambienti, ed in città men che meno.

Qui la manipolazione della natura si ferma ad uno stadio quasi primitivo e rudimentale, non si vuole incidere profondamente, nel segno del grande rispetto per la montagna ed i suoi ambienti.

Il primo problema che si trova davanti il progettista è che la casa in montagna deve mantenere i propri caratteri distintivi, anche se nell’ottica della progettazione moderna, essi sono stravolti nella loro funzionalità originaria per rimanere elementi di decorazione o tutt’al più di segno, di memoria di una tradizione costruttiva oggi inevitabilmente sulla via del tramonto nel loro intimo significato.

La pietra non è più struttura portante, ma puro rivestimento esterno delle strutture, spesso in cemento armato, e purtuttavia è ancora apprezzabile la maestria artigiana nella realizzazione più o meno riuscita dei paramenti in pietra, con artigiani più o meno valenti.

La costruzione della casa in montagna rimane infatti un prodotto altamente artigianale, in cui ogni asse o pietra è preparata e messa in opera con la cura manuale dalle mani esperte degli artigiani locali.

Qui vediamo un mio recente progetto per la realizzazione di un condominio di 6 appartamenti, in Comune di Morgex, in parte derivante dalla ristrutturazione di un fabbricato esistente in parte da un ampliamento con nuova volumetria abitabile.

Del resto una montante massa di normative ingegneristiche che impongono nuove concezioni strutturali,  in particolare la necessità di verificare la costruzione nei confronti delle azioni sismiche rende quasi inevitabile il ricorso a strutture in cemento armato. Le normative per il risparmio energetico prevedono notevoli spessori di isolamento termico, e l’eliminazione delle parete monostrato in pietra (la pietra non ha capacità isolante) con impianti supertecnologici per il confort termo-acustico.

Questo ci fa capire quanto profondo sia il mutamento delle modalità costruttive rispetto alla tradizioni costruttive spesso millenarie con cui venivano realizzati gli edifici fino a 100 anni fa.

Qui a destra vediamo la simulazione sismica di un intervento di ristrutturazione di un antico edificio con ampliamento in Comune di La Salle. Per la parte esistente siamo riusciti a mantenere la originale struttura in pietra portante, naturalmente verificata nei confronti delle azioni simiche, la parte nuova in ampliamento è stata realizzata con struttura in cemento armato e poi rivestita in pietra, utilizzando le pietre originali del vecchio paramento murario.

Sarà la capacità del progettista a coniugare gli elementi tradizionali con le innovazioni tecnologiche più avanzate.

Qui di fianco vediamo le murature originarie in pietra che sono state salvaguardate e valorizzate con una moderna illuminazione a led.

La capacità artigiana la ritroviamo poi nell’arredamento e nelle finiture di interni, spesso realizzati in legno di larice.